Fine della famiglia, applausi
Applausi in Aula. Non finì così in un’alba di 44 anni fa, quando ci volle una notte di scontro parlamentare per approvare la legge Fortuna-Baslini. A volte un moto collettivo dell’animo spiega più di interi trattati di morale, di sociologia e pure di demografia.

Applausi in Aula. Non finì così in un’alba di 44 anni fa, quando ci volle una notte di scontro parlamentare per approvare la legge Fortuna-Baslini. A volte un moto collettivo dell’animo spiega più di interi trattati di morale, di sociologia e pure di demografia. Ieri la Camera ha approvato con 381 voti a favore, 30 contrari, 14 astenuti e una standing ovation la proposta di legge sul cosiddetto divorzio breve, in base al quale per lo scioglimento del matrimonio basteranno dodici mesi in caso di contenzioso e solo sei per i divorzi consensuali. Niente più separazione preventiva di tre anni, la comunione dei beni sarà sciolta appena il giudice autorizzerà i coniugi a vivere separati. La legge avrà applicazione immediata: dopo tante polemiche sulla retroattività della legge Severino (do you remember?), anche il divorzio breve avrà subito validità anche per i procedimenti in corso. Ora il testo passa al Senato, la previsione è che scivoli via anche lì, rapido e indolore come la fine di un amore, come lo scioglimento di un matrimonio.
[**Video_box_2**]Non vale quasi la pena stare a sottolineare l’unanimità culturale, prima che politica. Solo lo sparuto gruppo di Per l’Italia si è espresso contro, spiegando tra l’altro che il divorzio breve non prevede “alcun impegno per la prevenzione, la mediazione e la riconciliazione. Passa la visione della famiglia come fatto esclusivamente privato”. Pochi altri hanno dovuto votare in dissenso dai propri gruppi.
L’approvazione per acclamazione è la presa d’atto di una svolta, che significa soprattutto la progressiva trasformazione dell’istituto matrimoniale in una sorta di “Pacs” privato. Alessandra Moretti del Pd ha detto che “compito del legislatore è di favorire le buone relazioni, la serenità, la famiglia e di allentare il conflitto che certo non aiuta il soggetto debole che sono i figli”. Qualcuno ha addirittura detto che il divorzio breve servirebbe a snellire i tempi della giustizia. Ovviamente una pietosa, e del resto inutile, ipocrisia, come quella di chi sostiene che in questo modo sarebbero meglio tutelati i figli. Ci era capitato di riflettere sul fatto che il contrario del matrimonio non è il divorzio, ma il non-matrimonio. Ed è il senso vero di questa legge ideologica, che fa evaporare ancora di più il matrimonio, rendendolo simile a un semplice patto di convivenza senza conseguenze. Solo ieri i giornali si stracciavano le vesti per i dati dell’Istat che certificano il crollo demografico. Gli italiani non fanno più figli: anche perché non si sposano, e se lo fanno non scommettono di restare sposati per il tempo sufficiente per portare a termine una gravidanza. Ora in questo la legge li aiuta. Applausi.